Multitasking, stress e procrastinazione: 2 giornate di neuroscienze in LinkedIn Italia

Multitasking, stress e procrastinazione: 2 giornate di neuroscienze in LinkedIn Italia

Ottobre 30, 2018 Uncategorized 0

 

Continua il nostro viaggio per portare le neuroscienze nelle organizzazioni.
Qualche giorno fa è stata la volta di LinkedIn Italia. Abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con persone molto motivate, evolute, desiderose di sfidarsi e di mettersi alla prova. Un’esperienza fantastica…!

 

Due giornate di laboratorio intense, ma molto piacevoli, in cui le persone hanno sperimentato come i risultati e la produttività possano andare a braccetto con il benessere, anziché con lo stress.
Insieme abbiano toccato con mano come il nostro modo di lavorare talvolta diventi estremamente dispendioso per il cervello e, nel tempo, porti ad un progressivo esaurimento delle risorse psico-fisiche. Questo è particolarmente sentito in aziende innovative e dinamiche, dove le persone sono costantemente esposte a miriadi di sollecitazioni.

 

Il nostro cervello è attratto dalle novità ed è portato a distrarsi. Le recenti ricerche neuroscientifiche a cui fa riferimento David Rock nel suo libro Your brain at work, mostrano che perdiamo circa 2 ore al giorno per questo, l’avreste mai detto? Eppure, basta fare un piccolo esperimento: prendere nota di tutti i pensieri che ci passano per la testa in 2 minuti. Resterete sorpresi del continuo lavoro che compie il nostro cervello.

 

Con gli amici di LinkedIn abbiamo parlato di multitasking, uno dei grandi nemici della produttività e delle altre fonti di distrazione, interne ed esterne. Abbiamo cercato le cause che ci portano a procrastinare e abbiamo sperimentato quanto lo stress possa incidere sulla nostra performance. Ogni persona ha potuto comprendere meglio i comportamenti, i pensieri, le emozioni che limitano la propria produttività e scoprire delle strategie per superare tali blocchi.

 

Abbiamo parlato anche di stress, di come le nostre emozioni, il nostro dialogo interno prendano talvolta il sopravvento su tutto il resto e limitino la nostra capacità di affrontare le situazioni con lucidità. Abbiamo indagato quali sono i trigger, gli stimoli che mettono il nostro cervello in una condizione di minaccia, e abbiamo condiviso degli strumenti che ci aiutano ad autoregolarci, restituendoci maggiore serenità ed efficacia.

 

Siamo colpite dalla ricettività e dalla velocità con cui ognuno ha trasformato gli apprendimenti in piani di lavoro concreti, da mettere in pratica nel day-to-day. Abbiamo percepito un elevato livello di ingaggio e motivazione a lavorare in tale direzione.

 

Noi ci crediamo, siamo convinte che le neuroscienze possano davvero aiutare le organizzazioni a migliorare i risultati e il benessere delle persone.
Un grazie dunque, va a tutti i partecipanti con una menzione speciale per Cristina Arbini che ci ha dato fiducia e ha reso possibile tutto questo.

Vi lasciamo con i loro racconti, cosa hanno vissuto e cosa hanno imparato. Buona visione.

 

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